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Termovalorizzatore, chiesti 3 anni di carcere per il sindaco di Salerno

10 / 10 / 2014

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Redazione

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Una condanna a tre anni di reclusione e' stata chiesta dal pm Roberto Penna per il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, nel processo che, in Tribunale a Salerno, lo vede imputato per peculato per le vicende del termovalorizzatore. Insieme a De Luca sono imputati il capo staff Alberto Di Lorenzo e il dirigente del settore lavori Pubblici, Domenico Barletta, per i quali il pm Pena ha chiesto la condanna alla stessa pena.  Il processo, che si sta celebrando riguarda la nomina di Alberto Di Lorenzo a project manager per il termovalorizzatore di Salerno da realizzarsi in localita' Cupa Siglia nel capoluogo salernitano, che nel 2008 era nelle competenze di Vincenzo De Luca in quanto commissario e incaricato dal governo. Il coordinamento del gruppo di lavoro in un primo momento fu affidato a Lorenzo Criscuolo (all'epoca capo ufficio tecnico comunale). Il 18 febbraio 2008, quattro giorni dopo la nomina di Criscuolo ''venne nominato - ha detto il pm Penna - senza alcuna giustificazione Di Lorenzo''. Secondo il pm, ''la nomina di Di Lorenzo a project manager era illegale, dannosa, inutile e illecita''. Sempre secondo l'accusa ''Di Lorenzo non aveva neppure i titoli quando gli fu conferito quell'incarico''. Nel corso della requisitoria, davanti alla seconda sezione penale del Tribunale di Salerno (presidente Ubaldo Perrotta; a latere Sorrentino e Cantillo), il pm ha sottolineato che ''Di Lorenzo non avrebbe potuto incassare 20mila euro lordi come acconto sul compenso, che sarebbe lievitato a un massimo di 510mila euro nel caso in cui fosse stato realizzato il termovalorizzatore, la cui spesa complessiva si aggirava sui 358 milioni di euro''. Il processo proseguira' il prossimo 20 novembre, quando la parola passera' agli avvocati difensori degli imputati.

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