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Ricerca Ance Salerno: la Campania ha il reddito pro capite più basso del Sud

21 / 12 / 2013

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Redazione

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Nel 2013 la Campania ha il reddito disponibile pro capite piu' basso delle delle regioni dell'Obiettivo Convergenza: 12.281 euro pro capite. E' preceduta dalla Sicilia (12.681 euro), dalla Puglia (13.100 euro) e dalla Calabria (13.174 euro). Sempre nel 2013, i consumi in Campania si riducono meno che nelle altre regioni dell'Obiettivo Convergenza (-0,8%), contro il -2,2% della Puglia, il -1,4% della Calabria e il -0,9% della Sicilia. L'analisi e' del Centro Studi Ance Salerno, che ha elaborato dati Findomestic contenuti in uno studio pubblicato il 27 novembre scorso. "E' il segnale - spiegano gli analisti del Centro Studi Ance Salerno - che la contrazione del reddito disponibile pro capite in Campania (il piu' basso rispetto a Calabria, Puglia e Sicilia) ha gia' raggiunto negli ultimi tre anni un picco negativo difficilmente sostenibile". "Se non ripartono gli investimenti - commenta il Presidente dell'Ance di Salerno, Antonio Lombardi, non cresce il reddito disponibile pro capite. E' necessario - aggiunge - un piano di sostegno al credito per le famiglie". Secondo l'analisi del Centro Studi Ance Salerno, il reddito disponibile pro capite in Campania risulta in calo del 2,8% nel 2012 rispetto al 2011 e di un altro 0,8% nel 2013 (? 12.281). Nel confronto 2013/2012 il reddito disponibile si e' contratto in Puglia del 2,2% (? 13.100); in Calabria dell'1,4% (? 13.174) ed in Sicilia dello 0,9% (? 12.681). Questo trend - sottolinea il Centro Studi Ance Salerno - si riflette in Campania nella contrazione nel 2013 per le spese durevoli nell'ordine del -5,6%; per elettrodomestici grandi e piccoli del -2,2%; per l'elettronica di consumo del -19,7%; per i mobili del -6,4%. Unica controtendenza: l'information technology per famiglie (+7,3%), dato attribuibile ad una maggiore concentrazione di budget in questo segmento in considerazione - secondo il Centro Studi di Ance Salerno - della dinamica di riequilibrio della spesa media in tale ambito rispetto agli anni precedenti. La Campania, infatti, tra il 2011 ed il 2012 aveva registrato un decremento in questo comparto di gran lunga superiore rispetto a quello emerso nelle altre tre regioni. Per le spese durevoli nel 2013 il calo in Puglia e' del -7,2%; in Calabria del -8,8% ed in Sicilia del -9,8%. Per gli elettrodomestici il decremento in Puglia e' del -3,4%, in Calabria del -4,5% ed in Sicilia del -3,9%. Per l'elettronica di consumo la riduzione in Puglia e' del -35,8%; in Calabria del -40% ed in Sicilia del -41,8%. Per i mobili in Puglia il decremento e' del -6,6%; in Calabria e Sicilia del -6,9%. Nell'information technology per famiglie il trend positivo oltre che in Campania affiora anche nelle altre regioni: Puglia, +4,2%; Calabria +2,5%; Sicilia +4,4%.
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